Ho letto Il giovane Holden. L’ho letto molti anni dopo averne compiuti venti. Non l’avevo letto prima non so perché, nonostante sia di quei libri imprescindibili, almeno così dicono, non ne avevo mai sentito il bisogno, né la mancanza. Dopo la morte di Salinger mi è venuta voglia di conoscerlo, come penso a molti, a giudicare da aNobii in cui le schede del libro nelle ultime settimane hanno lievitato il numero di utenti e commenti. E’ normale.
Leggere Il giovane Holden ora mi ha fatto strano. Mi ha fatto lo stesso effetto dei film di Hitchcock. Quando anni fa vidi Psycho per la prima volta o Rebecca. quel senso di già visto, di già assaporato, qualcosa che fa ormai parte di un modo di concepire i film di un certo tipo: quelle luci, certe inquadrature, quelle musiche messe in quei momenti lì… Decine di film che avevo già visto che ripetevano quei chiché, salvo poi ricordarmi che era stato proprio lì, per la prima volta che quelle cose erano state viste, fatte, inventate.
Così per Holden: avevo letto molte volte cose del tipo “senza Salinger non ci sarebbe stato Brizzi” e leggere però Salinger dopo, molto dopo, Brizzi è davvero un’esperienza pazzesca, così come ricordarsi di tutti i nuovi giovani Holden della letteratura che ci sono stati nel frattempo, come il recentissimo, che io ho letto proprio da poco, protagonista di Mia sorella è una foca monaca.
Il romanzo in generale non posso dire che mi sia piaciuto: forse non è completamente fuori luogo il consiglio di leggerlo prestissimo, prima dei venti anni. Forse perché dopo non può fare molto effetto. E’ piacevole ma non  mi ha coinvolto.
Il protagonista però è normale che sia entrato nel cuore di tutte queste generazioni e che continuerà a farlo. E il finale, se pur, come già scritto, per quello che ho già scritto, è “già letto” rimane uno dei più belli di sempre.

Adesso metto in lista di lettura i Nove racconti e Franny e Zooey, così mi metto definitivametne in pari con Salinger.