Domani esce Amabili resti, il film di Peter Jackson tratto dal romanzo di Alice Sebold.
Questo film lo aspetto da molto tempo, saranno già passati due anni dalla prima volta che vidi la fascetta sui volumi in libreria con su scritto “da questo romanzo ecc.”.
Amabili resti è uno dei miei libri preferiti, per molti versi lo considero un gran romanzo, delicato e originale.
E’ la storia di Susie Salmon, brutalmente assassinata da un serial killer, e della sua famiglia, che le sopravvive, la piange e non si dà pace per la non risoluzione del suo caso. Amabili resti è anche un thriller e alcuni passaggi mi hanno fatto letteralmente sudar freddo. Ma per la maggior parte è un amorevole quadro familiare e sociale, della media borghesia americana di qualche decennio fa, è il viaggio verso un aldilà fatto di sogni e desideri e soprattutto è una voce struggente e malinconica, quella della narratrice, che è la stessa Susie. E’ attraverso i suoi occhi eternamente quattordicenni che ci viene raccontata questa storia di dolore e violenza, occhi che hanno ancora molto di terreno e di passionale, che provano malinconia e invidia per ciò che non hanno potuto vivere, ma allo stesso tempo distaccati, pieni di comprensione e privi di patetismi.

Spero davvero che il film non sia una delusione.